note libere

Introduzione a Squeezebox Server

Molti, leggendo di C-3PO e Squeezelite-R2, pur intuendone l’utilità, non capiscono di cosa si stia parlando in concreto e per questo mi mandano le richieste più strane o, peggio, se ne vanno scuotendo la testa (in senso metaforico) con l’impressione che non faccia per loro, roba troppo complicata riservata a tecnici smanettoni.

Non è affatto così, come vedremo, l’errore è stato mio che ho dato per scontato che a tutti i possibili interessati fosse chiaro cos’è uno squeezebox ed il ruolo fondamentale che gioca il server.

Colpa mia, ma è anche un segnale estremamente positivo e non sperato: la cosa interessa potenzialmente anche chi non utilizza già un’architettura squeezebox!

Faccio quindi un passo indietro e cerco di rimediare, anche se non voglio certo sostituirmi alla moltitudine di guide, forum, blog ed altro di cui la rete è piena su questo argomento. Alcuni utili riferimenti di approfondimento sono riportati in calce, anche di lavori attualmente in corso che promettono risultati cui io con questa guida non aspiro nemmeno, spero solo di poter essere utile anche a loro.

Squeezebox Server

Tanto per fare un po’ di confusione da subito, riporto che è chiamato anche Slim Server o Logitech Media Server o LMS, purtroppo anche nel contesto di una singola installazione.

Succede quando non c’è un’organizzazione gerarchica ma il risultato è frutto di volontarie contribuzioni paritetiche e gratuite. Misero prezzo da pagare, ritengo.

Comunque vogliate chiamarlo, è il motore su cui si innestano il plugin C-3PO ed il player Squeezelite-R2, senza ed al di fuori del quale non possono funzionare, quindi è indispensabile capirne le basi ed il funzionamento, per decidere se fa al caso nostro.

Squeezebox server nasce come fulcro dell’architettura squeezebox, capiamo cos’è.

SBfrontStoria.

Nell’estate del 2001, chi ascoltava musica in mobilità lo faceva ancora con i Walkman della Sony, i più ‘avanti’ avevano il minidisk, alcuni si portavano improbabili ‘compattoni’ sulle spalle, ricordate?

Il 23 ottobre di quell’anno, uno dei marziani che si nascondono tra noi presentò l’iPod e per il mondo dell’audio fu una rivoluzione.

Nei primi mesi dello stesso anno, slim devices, una minuscola azienda sconosciuta, molto più in sordina lancia SLIMP3, un lettore di rete (concetto allora sconosciuto) anche wireless ma da connettere al proprio impianto di casa e comandato dal proprio PC utilizzando un software open source: Slim Server.

Il successo, pur mascherato da quello enorme dell’Ipod, fu immediato, i ‘media centre’ basati su windows o Linux e derivati, risultarono immediatamente ‘vecchi’.

Nel giro di pochi anni le aziende corsero ai ripari, Apple lancio AirPlay ed altre aziende si affrettarono sul mercato e adattarono le loro soluzioni basate su UPNP (LINN) o proprietarie (XBOX). Slim devices fu comprata da Logitech ed il server divenne: Squeezebox Server prima, Logitech Media Server poi.

Originariamente nato per l’ascolto di MP3, fu inizialmente snobbato dalle comunità audiofile, allora impegnate nella realizzazione di soluzioni basate su Mac Osx o Windows, ben più complicate e macchinose e che comunque prevedevano un PC in sala d’ascolto. Il media player o player di rete veniva considerato come mid fi, nei casi migliori.

Presto, però, venne adottato FLAC, un formato open souce compresso ma lossless, oltre al pcm, gettando le basi per un utilizzo audiofilo.

Grazie alla lungimiranza di slim devices prima e di logitech poi, attorno a Logitech Media Server si sviluppò rapidamente una comunità di utenti e di sviluppatori formidabile, portata ad esempio anche in letteratura.

Una parte di questi, cominciò ad esplorare il modo di ottenere risultati sonori eccellenti e così fiorì il mercato dei tweak… Dalle alimentazioni lineari, fino a modifiche dell’hardware e versioni ‘custom’ del firmware, i forum si riempirono di progetti, alcuni dei quali sopravvissero e divennero ‘prodotti’ che ottennero il loro spazio, più o meno effimero, sul mercato.

Logitech stessa si rese conto delle potenzialità tecniche e commerciali e rilasciò il transporter, uno squeezebox ‘HiEnd’, che in effetti non andava per nulla male.

Quando, nell’agosto 2012, Logitech annunciò l’abbandono della piattaforma, fu un colpo inaspettato, ma la comunità reagì e sviluppò alternative agli squeezebox ‘veri’, la più famosa delle quali è squeezelite, un leggero programma scritto in C in grado di emulare uno squeezebox, trasformando qualsiasi pc (o altro hw) in un player di rete.

Ci furono esperimenti anche con l’Hw, al fine di produrre una versione ‘open source’ completa dello squeezebox, ma si infransero contro problemi legali di diversa natura e comunque non erano indispensabili, come poi si è visto.

Logitech Media Server è da allora mantenuto in due distinte versioni:

Ufficiale Logitech (7.7.1) che accompagna il parco installato hardware almeno fino al termine delle garanzie di supporto, ma presumibilmente anche oltre.

Comunità ( 7.8.x e 7.9.x) che continua a crescere grazie al continuo supporto e contributo di appassionati, come – nel mio piccolo – tento di fare anch’io.

 

ArchitetturaArchitettura e caratteristiche

L’architettura di un sistema squeezebox è semplice e ricalca in buona parte i concetti di DLNA/UPNP (ma non è direttamente compatibile, se non tramite plugin, v. sotto).

Il cuore pulsante è il server che gestisce la libreria musicale, abilita le diverse funzionalità di players (renderer) e controllers, compreso l’accesso a servizi di streaming remoti e gestisce la comunicazione.

LMS lo fa garantendo il gapless (cioè il passaggio a tracce contigue senza interruzione, indispensabile per molte registrazioni live e per la classica) e la sincronizzazione multiplayer/multiroom (diversi player in diverse zone possono suonare tracce diverse, ma anche essere sincronizzati tra di loro, così da rendere indolore il passaggio da una zona all’altra).

Può essere installato su una moltitudine di hardware e sistemi operativi diversi, dal normale PC win, linux o mac, plug PC o SOC ARM come il rasperry PI, super server Xeon o NAS domestici, fino anche ad alcuni routers.

Per un elenco completo v. link alla wiki nei riferimenti.

Per poter ‘suonare’ il server necessita di uno o più player, che possono essere ‘veri’ squeezebox prodotti da Logitech o emulati da un player software, il più diffuso dei quali è sicuramente squeezelite.

In configurazione ‘normale’ il server è posizionato all’interno della stessa LAN (rete locale, domestica) ma in posizione remota rispetto all’impianto, mentre in prossimità del DAC è posto solo il player.

E’ comunque possibile installare il server ed il player (software) sulla stessa macchina realizzando così un media centre stand alone. Il modo più semplice per farlo è mediante il local player plugin,

Daphile – ad esempio – usa un meccanismo analogo ma proprietario.

Per poter navigare la libreria, configurare server e player o accedere a servizi remoti, è necessaria la presenza di almeno un controller. Il primo e più naturale è costituito dall’’interfaccia WEB del server, accessibile mediante un qualsiasi browser all’interno della stessa rete locale, ma esistono applicazioni per Android ed iOS eccellenti, oltre (ma sono modalità obsolete) ad uno specifico controller Logitech ed ad un suo ‘clone’ per PC. E’ possibile utilizzare anche alcuni modelli di telecomando IR.

Un controller è sempre logicamente connesso ad un player e – mediante questo – ad un server.

Un controller può anche essere ‘passivo’ cioè limitarsi a visualizzare (es, un tablet o una cornice elettronica) le informazioni in merito alla traccia in esecuzione (o altre) inviate dal server. Possono essere attivi più controller per lo steso player (ed ovviamente anche per lo stesso server).

Un server, un player ed un controller sono i tre elementi necessari e sufficienti al funzionamento di un qualsiasi sistema basato su LMS, su qualsiasi Hw o sistema operativo supportato, ma in un ecosistema squeezebox è normale avere più controller e spesso più player, inusuale ma possibile avere anche più server. Un player (ed i controller a lui connessi) possono essere ‘agganciati’ dinamicamente a server diversi, sia sulla stessa rete che remoti (www. mysqueezebox.com).

Come già visto, server, player e controller sono concetti ‘logici’, fisicamente possono risiedere su Hw distribuito in rete o su un singolo PC, non ha alcuna importanza ai fini del funzionamento, ma, come vedremo, non è indifferente ai fini della qualità, almeno dal mio punto di vista.

Architettura2Questo è l’esempio di installazione relativo una soluzione commerciale che incorpora Logitech Media Server, dove “lecteur Musical SOtM sMS-100” è un sistema basato su Linux ospitante Squeezelite.

I plugin.

LMS fa tante cose, ma non tutto, anzi di suo è ‘minimale’ e non tutto quello che fa lo fa al meglio, se visto da un punto di vista ‘audiofilo’.

I progettisti hanno però intelligentemente adottato un metodo di sviluppo che consente a terzi di aggiungere/sostituire funzionalità al sistema, mediante plugin.

Esistono plugin per le più disparate funzionalità: dall’accesso a servizi di streaming (Qobuz, Tidal, Deezer, LastFm, Spotify,…) alla gestione della libreria (librerie virtuali, utilizzo di tag non previsti nello standard,import ed export di dati), ma anche ‘futili’ come il display del risultato delle partite della lega giovanile di baseball, un elenco esaustivo è praticamente impossibile.

C-3PO, ad esempio, è un plugin, che aggiunge a LMS capacità di trattamento dello stream digitale.

Per rispondere alla domanda ‘cosa fa squeezebox server?’ bisogna, quindi, considerare che esiste un numero enorme di plugin con funzionalità diverse, elencarle tutte è impresa praticamente impossibile, meglio individuare la funzionalità di cui si ha bisogno e chiedersi se esiste un plugin che la implementa (con ogni probabilità la risposta è si).

Sarebbe certamente interessante integrare in questa guida una cernita dei principali e più interessanti plugin, non escludo che ciò avvenga in versioni future.

Guida all’installazione

Installare squeezebox server su uno dei tanti hardware e software supportati è cosa molto semplice.

Prima di tutto bisogna scegliere la versione che si intende utilizzare:

7.7.x è la versione ufficiale Logitech, ferma ormai da molto tempo e mantenuta solo ed esclusivamente per onorare gli impegni di supporto all’hw venduto. Consigliato solo a chi usa esclusivamente hw Logitech e non ha particolari esigenze.

7.8.x è la versione mantenuta dalla community (v. riferimenti) ‘stable’ cioè certificata e funzionante senza problemi in ogni sua componente. In teoria dovrebbe essere la scelta ottimale per chi non è interessato alle ultimissime novità, in pratica, non viene aggiornata con sufficiente frequenza ed ormai è – a mio avviso – troppo arretrata.

Il  8/3/2017 è stata finalmente rilasciata la versione 7.9.0 ‘stable’ che sostituisce la 7.8.x.

E’ la versione consigliata e necessaria per il corretto funzionamento di molti plugin, compreso C-3PO.

7.9.x è la versione mantenuta dalla community (v. riferimenti) ‘unstable’ cioè non certificata, ma normalmente funzionante senza problemi. Viene rilasciata in continuo tramite le build notturne, attorno alle 4:00 di ogni mattina.

In teoria potrebbe risultare non completa o non funzionante, in pratica non succede mai.

Non è indispensabile inseguire l’ultimissimo rilascio: a meno di specifiche necessità, una volta installata una versione adeguata è consigliato mantenere quella fino a che non se ne renda disponibile una nuova contenente funzionalità di proprio interesse, ma non è un fatto quotidiano.

Il modo più semplice di installare la versione desiderata è di scaricarla da qui:

7.7.x
7.9.0
7.9.x

Avendo cura di selezionare la versione relativa al sistema operativo che la deve ospitare.

Su sistemi Linux è possibile usare l’abituale gestore di pacchetti, ma consiglio di verificare prima la reale versione contenuta. A scanso di problemi, se non si è sicuri, consiglio l’installazione manuale.

LMS avviserà autonomamente quando saranno disponibili aggiornamenti, che si potranno accettare o rifiutare.

Esistono diverse ‘fonti’ in rete con guide di installazione, script od anche distribuzioni complete, sia libere che commerciali, (es. Daphile, Vortexbox, altre specifiche per qualche hw o os particolare non gestito direttamente dalla community, ecc.).

In molti casi sono utili a risolvere esigenze specifiche (es. installazione su un NAS) e spesso comprendono anche altro software (es. CD Ripper).

Consiglio di adottare SOLO soluzioni realmente open source e con poche o punto componenti proprietarie, quello che si guadagna in semplicità di configurazione iniziale si rischia di pagarlo poi in termini di limitazione delle funzionalità.

Qui sono presenti alcune guide dettagliate per installare LMS su diversi sistemi a base Linux, in alcuni casi in modo completamente automatizzato, comunque senza componenti proprietarie:

http://www.nexthardware.com/forum/pc-top-software/86945-guida-logitechmedia-server-squeezelite-e-derivati.html

A meno di hardware particolare, non ci sono motivazioni per preferire distribuzioni ‘chiuse’ e proprietarie.

Prima configurazione.

Una volta installato LMS sul sistema operativo di vostra scelta, dovrete configurarne almeno le caratteristiche fondamentali, affinché possa interagire con i player e leggere la libreria musicale.

In alcuni sistemi operativi, esistono dei comodi ‘wizard’ di installazione che vi accompagnano nel percorso. Ove disponibili consiglio di seguirli.

NOTA BENE:

Per controllare il server, una volta in esecuzione, basta accedere da qualsiasi macchina in rete ad un browser, richiamando l’indirizzo IP del server alla porta 9000.

Es.

ipotizzando che il server abbia l’indirizzo ip: 192.168.0.103, bisognerà digitare:

192.168.0.103:9000.

Operando direttamente sul pc che ospita LMS (il server), è possibile usare lo pseudo indirizzo convenzionale:

127.0.0.1:9000 o localhost:9000

Si aprirà così la pagina iniziale, che vedremo in seguito, In basso a destra compare il bottone “impostazioni”, premendolo, si verrà trasferiti alla pagina desiderata.

paginaInizialeBottoneImpostazioni

Il dettaglio delle singole impostazioni lo vedremo in altra sede, qui riporto le principali, indispensabili ad un corretto funzionamento del server.

 

Impostazioni di BaseImpostazioniDiBase

In “impostazioni di base” (la prima pagina aperta dopo aver premuto il tasto impostazioni) è necessario inserire:

a. La lingua con cui si intende usare il sistema (Italiano).
b. I percorsi alle diverse cartelle contenenti la libreria musicale.

E’ possibile inserire una o più cartelle su percorsi diversi, raccomando di inserire solo i livelli superiori, evitando sovrapposizioni Es.

C:/musica
D:/altra musica
C:/Documents and Settings/marco/Documenti/Musica

Mettere la spunta sulla casella Musica.

c. La modalità di analisi.

Si può decidere di ripetere ogni volta l’analisi completa (vedremo come pianificarla), solo dei file aggiunti o modificati di recente o solo delle playlist.

A meno di non avere hw poco potente e con poca memoria (< 1GB) o librerie molto grosse (>>10.000 tracce) consiglio di scegliere l’opzione di scansione completa.

In “Lettore” sono registrate le impostazione relative ad ogni player collegato al server in uso. E’ necessario che il player sia attivo e connesso per poter essere configurato.

Lettore1

Nel menu a discesa di sinistra troviamo elencati i player, quello attivo è visualizzato.

Nel secondo menu a tendina, sono presenti le diverse ‘sezioni’ di configurazione.

 

lettore2

 

 

 

 

 

 

 

 

LettoreImpostazioniBaseIn impostazioni di base è possibile impostare il nome mnemonico del player, è sconsigliato se si usa Squeezelite-R2 (il nome è assegnato in fase di avvio del player e viene mantenuto anche cambiando server).

Informazioni sul lettore permette di capire il modello ed il firmware (versione del software) in uso sul lettore, ci tornerà utile più avanti.

 

 

LetoreAudioIn Audio sono presenti alcune impostazioni fondamentali per assicurare il funzionamento ‘bit perfect’ e di alta qualità del lettore:

Consiglio di impostare i valori come segue:

a. Dissolvenza incrociata -> Nessuna.
b. Dissolvenza intelligente -> Disattiva.
c. Durata dissolvenza -> (ininfluente)
d. Controllo volume -> fisso a 100%
e. Ritardo di trasmissione dell’audio -> 3 sec
f. Limitazione del bitrate -> nessuna*
g. Livello qualità in LAME -> (disabilitato)*
h. Correzione del volume / Guadagno riproduzione -> disattivo
i. Default Adjustment for Remote Streams -> 0**
j. Metodo di streaming -> proxy
k. Modalità canale di uscita -> stereo

* Lame non dovrebbe essere installato sul sistema, quindi questi campi dovrebbero essere inattivi. Comunque, non credo useremo il sistema per MP3, quindi…

** Questo ‘rompe’ il bitperfect, se diverso da 0, consiglio comunque -5.

Le impostazioni fondamentali sono terminate, ora è possibile riavviare il server e godersi le prime note, ma prima di farlo, vi consiglio di impostare anche le seguenti preferenze, meno importanti ma molto utili:

AvanzateMenuImpostazioni Avanzate

E’ possibile selezionare dal menu a discesa le diverse sezioni:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AvanzateAggiornamentiAggiornamenti al software

Permette di specificare le modalità di aggiornamento del server, io consiglio:

a. verifica automaticamente
b. non scaricare automaticamente.

In questo modo il server vi avviserà quando sono disponibili aggiornamenti importanti, ma potrete decidere se e quando applicarli.

 

AvanzateImpedisciStandBy

Impedisci lo standby del sistema

E’ una vostra scelta e dipende anche da come sono configurati i player. Se sono accesi 24/7, forse conviene ammettere lo stand by, altrimenti è molto meglio di no. Quando il sistema entra o esce dallo stand by, è possibile (non certo) si verifichino micro interruzioni fastidiose.

 

AvanzateRipetiAnalisiRipeti analisi della libreria musicale

Consente di pianificare l’analisi quotidiana della libreria musicale. Altamente consigliato, ponendo attenzione a programmarla per un orario ove NON si ascolti musica. Io l’ho impostato alle 07:00 di ogni mattina.

In merito alla modalità, Vale lo stesso consiglio dato più sopra: A meno di non avere hw poco potente e con poca memoria (< 1GB) o librerie molto grosse (>>10.000 tracce) consiglio di scegliere l’opzione di scansione completa.

Considerate che più raramente viene effettuata la scansione completa, meno performante è il sistema nelle operazioni ‘normali’. Se si usano i .CUE files, è una scelta praticamente obbligata.

Io ho una libreria di queste dimensioni:
Totale brani: 52.223
Numero album: 3.538
Numero artisti: 8.478
Totale generi musicali: 42
Tempo totale d’ascolto: 3426:49:26

(v. informazioni, statistiche libreria).
Su un vecchio AMD Athlon64 Dual Core 3.01 GHz, con 4 GB di Ram su Ubuntu, la scansione completa della libreria fornisce questo risultato:
Il server ha completato l’analisi della libreria multimediale.
Tempo totale: 00:29:45 (martedì 8 dicembre 2015 / 07.36.42).

Note per un utilizzo ‘Audiofilo’.

Se mi avete sequito fino a qui, il sistema dovrebbe essere funzionante e tutti i files (tranne gli MP3) vengono adeguatamente riprodotti in rete nel loro formato originario.

Appunto… nel loro formato originario!

Il che vuol dire:

a. inviare al player il file nel formato (codec) con cui è registrato su disco e, se diverso da pcm (wav o aif), lasciare che sia lui a compiere la decodifica.

b. Inviare al player il file nel sample rate originario e lasciare che sia lui a compiere l’eventuale ricampionamento.

Mentre è dubbio – almeno per me – che l’upsampling sia una pratica sempre ‘migliorativa’, sono convinto che, se proprio non la si può evitare, sia meglio farla fare al server e non caricare il player di questo gravoso compito.

Ovviamente ciò ha un senso se parliamo di architetture distribuite, molto meno su installazioni ove server e client convivono sulla stessa macchina, ma nella mia esperienza rimane vero (seppur in diversa misura e per motivi forse diversi) anche in questa condizione.

Analogo ragionamento vale per la conversione di formato, in particolare se avviene a seguito di upsampling.

Prove sperimentali hanno confermato che ove squeezilte-R2 su un dato hw occupa fino al 95% di CPU per fare upsampling a 176400/32 e decode a pcm di un file flac 44100/16, si ottengono i seguenti risultati:

• Facendo eseguire l’upsampling al server ed inviando flac, il carico si abbassa a circa il 18-20%.

• Se il server decodifica ed invia pcm (wav o aif) scende a meno del 5%.

Ci sono però inconvenienti che è bene considerare:

Uno stream 176400/24 occupa 8 volte la banda rispetto all’originale 44100/16, se l’originale è flac compresso a livello medio e lo stream in uscita è pcm, il rapporto sale a circa 12.

Usando reti cablate non ci sono problemi, da valutare in altre situazioni, anche se il moderno WiFi può reggere benissimo il carico, quindi nessun allarme ingiustificato, provate, quindi decidete. Se il Wifi non regge e non potete stendere una rete cablata, gli adattatori powerline costituiscono un’alternativa validissima. Anche qui una prova è l’unico metodo per decidere.

E’ mia personale convinzione che la decodifica da flac a pcm mediante FLAC (applicazione) o analoga libreria abbia effetti udibili sul suono, anche in assenza di upsampling e quindi in condizione ‘bit perfect’.

Per correttezza riporto che è una posizione ‘eretica’, non condivisa da molti ‘guru’ della musica liquefatta. Io però ne sono convinto, almeno per quanto concerne il mio impianto e le mie orecchie.

Quello che sperimento è un senso di ‘compressione’ e fatica, tutto appare più nervoso, sembra suonare ‘più forte’ e con meno grazia. Stiamo comunque parlando di sfumature che si palesano dopo ascolti prolungati, non di effetti evidenti al primo ascolto.

Questo effetto lo avverto come enormemente ridotto (se ancora presente) eseguendo la conversione su server remoto e non sul player in prossimità dell’impianto. Scompare del tutto se parto da file già in formato wav.

Morale, io sono convinto che meno fa il player, migliori risultati si ottengono e questo per due distinti fattori:

a. Posso usare hw più povero e con impronta termica (consumo ed emissioni) minore.

b. A parità di hw, ottengo un profilo di utilizzo minore, quindi – probabilmente, ma non è dimostrato – minore inquinamento.

Non sono qualificato per capire e spiegare il perché ed il come e certamente posso sbagliare ed essere preda di autosuggestione o effetto placebo, ma il fatto è che, al massimo, questi aspetti risulteranno ininfluenti – credo nessuno possa sostenere che siano dannosi – e intanto mi consentono di risparmiare per hardware ed energia, aiutando l’ambiente, quindi… perché non provare?

Ok allora, deciso che vogliamo fare una prova di conversione di formato ed upsampling sul server, facciamolo!

Ehhm… come? cosa dici? LMS non funziona se esco in pcm dopo un upsampling?

Già… proprio così, lo abbiamo ‘scoperto’ a nostre spese durante una sessione di prove sul forum, non prima di essere impazziti con i più reconditi e criptici settaggi del sistema, che vi risparmio volentieri…

Ecco perché sono nati prima Squeezelite-R2 che aggira l’ostacolo, quindi C-3PO, che semplifica enormemente la vita rispetto ai metodi ‘tradizionali’, oltre ad introdurre nuove possibilità di conversione, migliorie ed ottimizzazioni che contribuiscono all’obiettivo finale, in piena compatibilità con l’ecosistema Squeezebox.

Mi fermo qui rimandandovi alle guide specifiche di C-3PO e Squeezelite-R2 per capire come farlo in modo semplice ed efficace.

E’ mia intenzione integrare nel tempo la presente guida con il dettaglio di altre utili funzionalità di LMS e di alcuni dei suoi plugin, per ora ho preferito mettere tutti in condizione di capire il motivo d’essere di SqueezeliteR2 e C-3PO all’interno dell’ecosistema squeezebox e di provare con mano.

Molte cose in LMS sono semplici, basta un po’ di curiosità ed attenzione, altre sono meno immediate, continuate a seguirmi, spero di riuscirvi utile in merito.

Nei riferimenti ci sono le maggiori fonti di informazione ‘attendibili’ che conosco, moltissime altre sono in rete e basta fare ricerche mirate.

Nel forum del progetto ci sono tanti appassionati volenterosi in grado di aiutarvi per qualsiasi problema.

A tutti auguro lo stesso numero di ore di felicità che questo sistema gratuito e libero mi ha regalato e continua a regalarmi.

sb+Lo SB+ @Tune del 2006. Versione artigianale completamente ricostruita dello Squeezebox. Il ‘mattone’ a sinistra è l’alimentatore, l’altro contiene quel che resta dello squeezebox v3, cui è stata sostituita tutta la componentistica ‘audio’. Ancora oggi, con materiale a 44100/16 non teme confronti.

Buoni ascolti!

Marco

Riferimenti

Collegamento alla wiki ufflciale :

ATTENZIONE: non sempre è aggiornatissima.

Wikipedia in inglese:

Squeezebox in Wikipedia

Community forum:

Il forum di progetto  su NextHardware.com

RINGRAZIAMENTI:

Ringrazio:

nexthardware.com (http://www.nexthardware.com) per l’ospitalità fornita a tutte le fasi del progetto.

Giovanni, Paolo, Filippo, Giorgio, Simone  e tutti gli amici che hanno contribuito con il loro lavoro e la loro pazienza alla realizzazione di questo progetto.

Auguro a chiunque intenda utilizzare LMS, C-3PO e Squeezelite-R2 la massima soddisfazione.

Buon divertimento

Marco.

Copyrigth:

Marco Curti 2015 – 2017 <marcoc1712 at gmail dot com>

Il presente materiale è liberamente copiabile, modificabile e distribuibile in conformità con i termini di licenza GNU GPL v. 2.

E’ richiesto il mantenimento integrale della sezione “Ringraziamenti” e Copyrigth.

L’autore mette a disposizione le presenti informazioni in buona fede e nella speranza risultino utili, ma declina ogni responsabilità per danni di qualsiasi natura, compreso il mancato ricavo, derivanti dal loro utilizzo.

Sottoporre a verifica prima dell’uso e procedere a proprio rischio.

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