note libere

Upsampling, ne vale la pena?

In breve,  non lo so.

Quello che però so è che il 99% dei DAC modermi fa upsampling, che è un processo ‘lossy’ non reversibile, che esistono diversi algoritmi per farlo e che se è dubbio porti a benefici è certo che eseguito più volte in cascata degradi rispetto all’applicazione di un filtro unico meglio realizzato.

Tutto questo mi porta a credere che:

  • sia bene valutare le caratteristiche del proprio DAC prima di fare upsampling esternamente, meglio usare dac NOS nel caso.
  • sia meglio usare ‘buoni’ algoritmi rispetto ad algoritmi solo ‘mediocri’, quindi la selezione del tool di upsampling e la sua corretta configurazione assume importanza fondamentale.

Ognuno è libero di provare e selezionare i tools che ritiene maggiormente opportuni, ma una volta che li avrà trovati, li deve inserire nella propria catena audio digitale e, visto che parliamo di algortmi che chiedono una discreta capacità elaborativa, non è una buona idea farli fare ad un Pc nelle immediate vicinanze dell’impianto.

Altro punto a favore dell’architettura distribuita.

Da questa considerzione hanno preso il via i progetti più interessanti che conosco, tra cui certamente HQ Player che è considerato una delle migliori soluzioni di upsampling e conversione PCM/DSD, che svolge su un pc ‘server’ remoto rispetto all’impianto, cui si collega con un player minimalista, chiamato Network Audio Player (NAD).

In ambito open source, Logitech media Server e squeezelite hanno le caratteristiche per fare la stessa cosa (la conversione PCM/DSD è ad oggi sperimentale), al netto di un problema che viene risolto da Squeezelite-R2 e C-3PO.

In un prosismo articolo vedremo come farlo.

 

 

 

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